giovedì 12 marzo 2009

Era il mio kebabbaro preferito...

Mi vengono i brividi al solo pensiero che io, una sera sì, l'altra pure, ero in questo locale a mangiare uno dei più buoni kebab di Roma... e mi stava pure simpatico il proprietario...



Roma, 10 mar. E' stato tenuto otto giorni al buio, chiuso prima in una cella frigorifera spenta poi in uno stanzino di un metro per un metro e mezzo, l'afghano di 34 anni sequestrato da tre turchi e un curdo, e liberato ieri nel corso di un blitz della Squadra Mobile di Roma. L'uomo era tenuto nel sottoscala ricavato nel retro del kebab 'Marmara' di viale Trastevere 51 a Roma. Veniva fatto uscire solo due volte al giorno per mangiare e per telefonare ai suoi famigliari in Germania a cui era stato chiesto un riscatto di 20mila euro. All'arrivo della polizia l'afghano è stato trovato disidratato e in stato di choc.

In manette con l'accusa di sequestro a scopo di estorsione sono finite quattro persone, tutti senza precedenti e rifugiati politici in Italia: S. M., curdo di 20 anni, K. A., 35 anni, S. M., 29 anni, e A. N., di 34 anni, proprietario del locale. Secondo le prime informazioni rilasciate dalla polizia tedesca, uno dei quattro sarebbe un simpatizzante del Pkk. A quanto riferito durante la conferenza stampa in Questura dal direttore della Sezione Crimine organizzato della Squadra Mobile capitolina, Luca Armeni, si tratterebbe di S.M. Un'ipotesi ancora da verificare, ha tenuto però a precisare Armeni.

''Pensavo che mi avrebbero ucciso, pensavo che non ne sarei uscito vivo. Mi chiedevano 20mila euro ma sapevano che io non avevo soldi'', ha detto l'afghano. Durante i primi due giorni di sequestro il 34enne era stato tenuto in una cella frigorifera spenta e, secondo il suo racconto, era stato torturato con scariche di corrente elettrica, poi era stato trasferito nello sgabuzzino e immobilizzato. Dopo qualche giorno l'afghano, non sentendo rumori e credendo di essere solo nel locale, aveva provato a urlare, aveva provato a fuggire. Per quel tentativo di ribellione, i suoi rapitori lo avevano punito: lo avevano picchiato e bagnato con acqua gelida e richiuso di nuovo nel sottoscala.

Il 34enne, nato a Kabul, separato e con 4 figli, viveva a Dresda, in Germania, dove svolgeva lavori di fortuna. Proprio mentre lavorava per una società di costruzioni, circa un anno fa, aveva conosciuto tramite un amico uno dei sequestratori, S.M. il curdo di 20 anni che gli aveva fatto la proposta di lavoro. Giunto a Roma il 3 marzo si è fatto accompagnare dai due amici in viale Trastevere. L'auto è stata parcheggiata a circa 300 metri dal locale e mentre i due lo attendevano in auto l'afghano ha incontrato uno dei sequestratori che, insieme ai suoi complici, lo ha immediatamente rinchiuso nel locale e sottratto passaporto, soldi e cellulare. Proprio da quel telefono lo avevano costretto a chiamare prima i suoi amici, poi la ex moglie e il fratello in Germania per chiedere un riscatto di 20mila euro. Riscatto che il fratello voleva provare a pagare: stava infatti cercando di vendere alcuni terreni.

I rapitori gli avevano offerto due alternative: venire in Italia a portare i soldi o mostrare il denaro a un loro contatto in Germania. L'uomo pero' alla fine aveva avvisato la polizia. E' stato anche grazie alle intercettazioni, oltre ai pedinamenti e alle altre indagini, che gli uomini della Questura di Roma sono riusciti a scoprire il covo dei rapitori. All'interno del locale sono stati sequestrati alcuni coltelli, una valigetta piena di soldi e altro materiale utile alle indagini ed è stata ascoltata una ragazza romena, fidanzata di uno dei dipendenti del locale. Le indagini sono state coordinate dalla Dda.

da: (Adnkronos/Ign)

Video dell'arresto:
http://www.adnkronos.com/IGN/Video/?vid=3.0.3088652082

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

venerdì 6 marzo 2009

Povera patria!

Battiato, questa sera, all'Auditorium della Conciliazione si è mostrato in tutta la sua completezza, rivelandosi quale artista romantico, pop, rock, classico, politicizzato e udite udite, PROGRESSIVE, che ci si potesse mai aspettare. Ha spaziato dai suoi grandi classici (L'era del cinghiale bianco, Voglio Vederti Danzare, La Cura, La Stagione dell'amore..) sino alle canzoni degli esordi (...e più ti amo, l'amore è partito) ed al momento più impensabile della sua carriera, quello, appunto, progressive, che noi oggi potremmo definire ingiustamente, "alternative"...
è stato bello vedere un pubblico così variopinto, persone anziane, ragazzi giovani, coppie di cinquantenni, gente di tutte le età, che all'ultima canzone non han esitato ha scendere le scale dell'Auditorium per raggiungere il palco e l'artista, al suo terzo bis.
Reduce insomma da uno dei più bei concerti che io abbia mai visto in vita mia, non posso che postarvi la canzone che più mi sembra rappresentativa di questo momento buio...

Povera patria! - Franco Battiato

Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos'è il pudore,
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
e tutto gli appartiene.
Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese è devastato dal dolore...
ma non vi danno un po' di dispiacere
quei corpi in terra senza più calore?
Non cambierà, non cambierà
no cambierà, forse cambierà.
Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?
Nel fango affonda lo stivale dei maiali.
Me ne vergogno un poco, e mi fa male
vedere un uomo come un animale.
Non cambierà, non cambierà
si che cambierà, vedrai che cambierà.
Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali
che possa contemplare il cielo e i fiori,
che non si parli più di dittature
se avremo ancora un po' da vivere...
La primavera intanto tarda ad arrivare.


Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

venerdì 27 febbraio 2009

«Coprifuoco» per gelati e cornetti imposto dal sindaco Alemanno

E dopo l'una di notte, mai più. Mai più cornetto caldo dal fornaio verso l'alba, niente gelati artigianali tirando tardi nelle serate primaverili, o un pezzo di pizza e una birra alle ore piccole. Cambiano le regole della «movida» notturna romana e non solo nel centro storico: dalla metà di marzo i laboratori artigianali dovranno chiudere un'ora dopo la mezzanotte in tutta la città. All'interno del locale si potrà continuare a lavorare, ma niente più vendite fino alle cinque del mattino e oltre. E «per laboratorio artigianale — puntualizza l'assessore al Commercio Davide Bordoni — si intende cornettifici, paninerie, panifici, gelaterie, yogurterie, friggitorie, pizze a taglio... L'una di notte ci sembra un orario congruo, che permette di esercitare bene la propria attività e che dovrebbe soddisfare tutti».

Continua qui: http://www.corriere.it/cronache/09_febbraio_27/cornetti_vietati_roma_lilli_garrone_e48c16c6-0496-11de-bb75-00144f02aabc.shtml

Questo è per renderci conto del punto in cui siamo arrivati... bandite anche pizzette, cornetti e gelati... riottosi e facinorosi anche loro...

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Religulous


Produzione: Thousand Words
Distribuzione: Eagle Pictures
Paese: USA 2008
Uscita Cinema: 13/02/2009
Genere: Documentario
Sito Ufficiale



Già autore di Borat, Larry Charles, presenta un documentario dissacratore sulla religione e sulle sue implicazioni attraverso il mondo. Il titolo Religulous è la contrazione delle parole "Religion" e "Ridiculous", un film irriverente e taglientemente satirico, che rivela quanto spesso le religioni possano essere la causa di molti problemi. Da non perdere


Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

giovedì 1 maggio 2008

ALEMANNO: VIA LA TECA DI MEYER DALL’ARA PACIS (Pura follia)

Via la teca dell'Ara Pacis

"Credo che la Teca di Richard Meyer, che protegge l'Ara Pacis, sia un intervento invasivo da rimuovere ma, ovviamente, non e' una priorita'". A parlare il neo sindaco di Roma, Gianni Alemanno, nel corso della sua prima conferenza stampa tenutasi questo pomeriggio in Protomoteca. "Ci impegniamo - ha ribadito Alemanno - a rivedere gli interventi negativi fatti nel centro storico dalla precedente amministrazione, ma ovviamente ci sono prima da affrontare altre emergenze in altre parti della citta'". Lo stesso discorso, ha concluso Alemanno, vale anche per la questione dei sanpietrini di Via Nazionale.

"Le dichiarazioni di Alemanno sull'intento di demolire la teca dell'Ara Pacis se confermate sarebbero il segno di un'autentica follia". Questa e' la replica del neodeputato ed ex Assessore all'Urbanistica Roberto Morassut alle dichiarazioni rese oggi dal neosindaco di Roma Gianni Alemanno. "Il neoeletto Sindaco - prosegue Morassut - anziche' proporre la realizzazione di una nuova struttura culturale propone l'abolizione di un museo esistente. La nuova Amministrazione Comunale non intende dare qualcosa in piu' a Roma ma intende togliergli qualcosa che gia' ha".Secondo Morassut "si rispolvera, forse inconsciamente, un'idea da piccone demolitore di nota memoria dell'urbanistica e dell'architettura. Voglio ricordare ad Alemanno che l'urbanistica e l'architettura non si fanno con l'ideologia ma con la saggezza e l'equilibrio di una sana visione culturale come quella che ha portato nel nuovo PRG a salvaguardare le realizzazioni architettoniche del fascismo e non a decretarne il declassamento".

"Si ignora - dice ancora Morassut - che il museo dell'Ara Pacis oggi e' uno dei piu' visitati dai cittadini romani e dai turisti, un motore dell'industria culturale e turistica che fa bene all'economia cittadina". "E' stupefacente come si ignori il fatto che la demolizione di un'opera pubblica inaugurata da poco tempo e per la quale l'Amministrazione uscente e' stata assolta in tutti i gradi di giudizio dalla Giustizia Amministrativa rischierebbe inevitabilmente di aprire una procedura di false spese presso la Corte dei Conti e per produrre quindi un danno erariale". "Con questa affermazione - conclude Morassut - Alemanno contraddice i primi propositi verbali ispirati ad equilibrio e ragionevolezza e la spara grossa tornando dopo 24 ore ad essere il capo di una parte e non il sindaco di tutti i romani".

SECONDO ME è UNA FOLLIA, CHE OLTRE A PROVOCARE UN'INGENTE SPRECO DI SOLDI, è UN'ATTENTATO ALL'OPERA D'ARTE IN Sè CHE è LA TECA DI MEYER...

Che ne pensate?




venerdì 25 aprile 2008

Chi è Alemanno?

Chi è GIANNI ALEMANNO?


GIANNI ALEMANNO


*Negli anni '80, da segretario nazionale
del Fronte della Gioventù, viene arrestato 3 volte.

*1981 Roma, assieme ad altri aggredisce con spranghe uno studente di 23
anni.

*1982 Roma, "lancia una molotov contro l'ambasciata Urss". 8 mesi a
Rebibbia

*1989 Nettuno, assieme ad altri in cella per "resistenza aggravata a un
pubblico ufficiale", "blocco di un corteo ufficiale" e "lesioni ai
danni di
due poliziotti"


Ed anche se era stata promessa, è durata poco la sincerità antifascista del candidato del popolo della libertà. Di fronte al miraggio di espugnare il Campidoglio, la Fiamma neofascista ha fatto evaporare l’acqua di Fiuggi. Gianni Alemanno sente forte il richiamo della foresta quando chiede l'appoggio – come ha fatto per tutta la campagna elettorale - dei camerati della Destra di Storace e di Romagnoli nell’alleanza che al ballottaggio del 27 e 28 aprile cercherà di colmare il distacco di oltre 84.000 voti che li separa da Francesco Rutelli. L’annuncio che non vi sarà apparentamento con gli estremisti di destra di Storace è solo una mossa di facciata per salvaguardare l’immagine, già gravemente compromessa, di un candidato sindaco, Gianni Alemanno, che non nasconde di portare al collo, sotto la camicia ben stirata, una catenina con la croce celtica, simbolo neofascista.

Del resto l’appello rivolto alla destra estrema ad appoggiare i candidati della Pdl ai ballottaggi da un capo all’altro della Penisola, era venuto dallo stesso Berlusconi. Solo la reazione forte della Comunità ebraica ha impedito, per ora, un’ufficializzazione dell’alleanza. Il tentativo di ottenere un appoggio elettorale sottobanco, mostrando in pubblico la faccia per bene mentre si tratta per avere i voti dei fascisti dichiarati, è nei fatti un pezzo fondamentale della strategia messa in campo dal Pdl nella competizione elettorale capitolina. Altro che proclami sulla sicurezza: i voti che gli mancano Alemanno li può pescare solo nelle frange estreme e pericolose del neofascismo romano.


Ecco alcuni amici di Alemanno...





La destra dei no a Roma
Hanno detto No all'Auditorium, No al Piano Metropolitane, No ai piani per l'edilizia economica e popolare, No all'Ara Pacis, No al Nuovo Piano Regolatore, No al Patto per la mobilità, No al Piano per l'emergenza abitativa, No al Nuovo Centro Congressi dell'Eur, No al Piano Regolatore Sociale, No ai Patti territoriali per Ostia..

Iniziamo a preoccuparci!, ALTRO CHE SICUREZZA! SIAMO SICURI DI CHI PARLIAMO! NON CI ASTENIAMO
TAPPIAMOCI IL NASO! Votiamo RUTELLI, poi ne riparliamo..