domenica 11 ottobre 2009

La leggenda del premier eletto dal popolo.

"Presidente eletto dal popolo". Così si definisce Silvio Berlusconi. Sempre più spesso, da qualche tempo. Per rivendicare rispetto dai molti nemici che lo assediano. Ma, al tempo stesso, per marcare le distanze dall'altro presidente. Giorgio Napolitano. Il Presidente della Repubblica. Il quale, al contrario, è "eletto dal Parlamento". Anzi da una parte di esso. Perché Napolitano non è "super partes", ma di sinistra. Come tutte le altre istituzioni dello Stato. Corte Costituzionale e magistratura in testa. Non garanti. Ma soggetti politici. Di parte. Per questo Berlusconi non ne accetta le decisioni, ma neppure il ruolo. In pratica: considera le istituzioni dello Stato - e quindi la Costituzione - inadeguate. Peggio: illegittime. Meno legittime di lui, comunque. Presidente eletto dal popolo.

Queste affermazioni, sostenute a caldo e a tiepido dal premier, dopo la sentenza della Corte Costituzionale sul lodo Alfano, si fondano su premesse discutibili, anzitutto sul piano dei fatti. Dati per scontati. Che scontati non sono.

Il primo fatto è che Berlusconi sia un presidente "eletto dal popolo". È quanto meno dubbio. Perché l'Italia non è (ancora) un sistema presidenziale. I cittadini, gli elettori, votano per un partito o per una coalizione. Non direttamente il premier o il presidente. Anche se, dopo il 1994, abbiamo assistito a una progressiva torsione delle regole elettorali e istituzionali in senso "personale". Senza bisogno di riforme. Così, nella scheda elettorale, accanto ai partiti e alle coalizioni viene indicato anche il candidato premier. (Come ha lamentato, spesso, Giovanni Sartori). Tuttavia, non si vota direttamente per il premier, ma per i partiti e gli schieramenti. Silvio Berlusconi, per questo, non è un presidente eletto dal "popolo". Semmai dal "Popolo della Libertà". Da una maggioranza di elettori, comunque, molto relativa.

Alle elezioni politiche del 2008 il partito di cui è leader Berlusconi, il Pdl, ha, infatti, ottenuto il 37,4% dei voti validi, ma il 35,9% dei votanti e il 28,9% degli aventi diritto. Intorno a un terzo del "popolo", insomma. Peraltro, prima di unirsi con An, fino al 2006, il partito di Berlusconi era Forza Italia, che non ha mai superato il 30% dei voti (validi). Al risultato del Pdl si deve, ovviamente, aggiungere il 10% (o l'8%, a seconda della base elettorale prescelta) ottenuto dalla Lega. I cui elettori, però, non hanno votato per Berlusconi. Visto che al Nord la Lega ha sottratto voti al Pdl, di cui è alleata e concorrente. E quando ha partecipato al governo (come in questa fase) si è sempre preoccupata di fare "opposizione". Questa considerazione risulta ancor più evidente se si fa riferimento al risultato delle recenti europee. Dove si è votato con il proporzionale e con le preferenze personali. Il Pdl, il partito di Berlusconi, ha infatti ottenuto il 35,3% dei voti validi, ma il 33% dei votanti e il 21,9% degli aventi diritto. Lui, il Presidente, ha personalmente ottenuto 2.700.000 preferenze. Il 25% dei voti del Pdl, ma meno del 9% dei votanti. Il risultato "personale" più limitato, dal 1994 ad oggi.
Tutto ciò, ovviamente, non intacca la legittimità del governo e del premier. Semmai la sua pretesa di interpretare la "volontà del popolo".

D'altronde, si vota una volta ogni cinque anni, mentre i sondaggi si fanno quasi ogni giorno. Per cui, più che sul voto, il consenso tende a poggiare sulle opinioni. Sulla "fiducia". Ma stimare la "fiducia" dei cittadini è un'operazione difficile e opinabile. Che non coincide con il consenso elettorale. Non si capirebbe, altrimenti, perché, se davvero - come sostiene Berlusconi - il 70% degli italiani ha fiducia in lui, alle recenti elezioni europee il Pdl si sia fermato al 35%, la coalizione di governo al 45% e le preferenze personali per il premier al 9% (dei voti validi).

La fiducia, inoltre, è difficile da misurare. Per ragioni sostanziali, ma anche metodologiche. Soprattutto attraverso i sondaggi. Dipende dalle domande poste agli intervistati. Dagli indici che si usano. Alcuni fra i principali istituti demoscopici (come Ipsos di Nando Pagnoncelli e Ispo di Renato Mannheimer) utilizzano una scala da 1 a 10, per analogia al voto scolastico. Per cui l'area della "fiducia" comprende tutti coloro che danno a un leader (o a un'istituzione) la sufficienza (e quindi almeno 6). Oggi, in base a questo indice, circa il 50% degli italiani esprime fiducia nel premier Berlusconi (le stime di Ipsos e Ispo, al proposito, convergono). Mentre a fine aprile, dopo il terremoto in Abruzzo, superava il 60%. Ciò significa che negli ultimi mesi la "fiducia" del popolo nel premier si è ridotta, anche se risulta ancora molto ampia. Tuttavia, anche accettando questi indici, un 6 può davvero essere considerato un segno di "fiducia"? Ai miei tempi, nelle scuole dell'obbligo - ma anche al liceo - era una sufficienza stretta. Come un 18 all'università. Che si accetta per non ripetere l'esame. Ma resta un voto mediocre. Basterebbe alzare la soglia, anche di pochissimo, un solo punto. Portarla a 7. Per vedere la fiducia nel premier (e in tutti gli altri leader) scendere sensibilmente. Al 37%. Più o meno come i voti del Pdl. Con questi dati e con queste misure appare ardita la pretesa del premier di parlare in "nome del popolo". Tanto più che, con qualunque metro di misura, il consenso personale verso il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, risulta molto più elevato. Fino a una settimana fa, prima della recente polemica, esprimeva fiducia nei suoi confronti circa l'80% degli italiani, utilizzando come voto il 6. Oltre il 50%, con una misura più esigente: il 7. Lo stesso livello di consenso raccolto dal predecessore, Carlo Azeglio Ciampi. Anche da ciò originano le tensioni crescenti tra il premier e il Presidente della Repubblica. Nell'era della democrazia del pubblico. Maggioritaria e personalizzata. Dove i media sono divenuti lo spazio pubblico più importante. E il consenso è misurato dai sondaggi. Nessuno è "super partes". Sono tutti "parte". Tutti concorrenti. Avversari o alleati. Amici oppure nemici. Anche Napolitano, soprattutto Napolitano. Per la carica che occupa e la fiducia che ottiene. Agli occhi di Berlusconi, impegnato a costruire la leggenda del "presidente votato e voluto dal popolo". Non può apparire amico.

di ILVO DIAMANTI Da La Repubblica

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giovedì 8 ottobre 2009

IL LODO ALFANO È INCOSTITUZIONALE.



Il lodo Alfano è illegittimo, perché viola ben due norme della nostra Carta costituzionale: l'articolo 3, che stabilisce l'uguaglianza di tutti i cittadini (anche di fronte alla legge); e l'articolo 138, che impone l'obbligo, in casi del genere, di far ricorso a una legge costituzionale e non ordinaria. Lo hanno deciso, a maggioranza, i giudici della Consulta, riuniti in seduta plenaria dalla mattinata di ieri, a proposito del provvedimento che sospende i processi per le prime quattro cariche dello Stato. A questo link il testo della sentenza.

Berlusconi: "Giudici di sinistra". La bocciatura a tutto campo, da parte della Corte costituzionale, colpisce un provvedimento fortemente voluto da Silvio Berlusconi. Che, prima, lascia commentare l'esito della vicenda al sottosegretario Paolo Bonaiuti: "Una sentenza politica, ma il presidente, il governo e la maggioranza continueranno a governare come, in tutte le occasioni dall'aprile del 2008, hanno richiesto gli italiani con il loro voto". Poi, uscendo da Palazzo Grazioli, non si tiene: "Vado avanti. La Consulta è politicizzata. E' di sinistra". E aggiunge: "Dobbiamo governare per cinque anni con o senza il Lodo. Non ci ho mai creduto perché una Corte Costituzionale con 11 giudici di sinistra era impossibile che approvasse tutto questo". Insieme, una filippica contro i giornali e i giornalisti di sinistra, i programmi di approfondimento di sinistra, il capo dello Stato "che sapete da che parte sta". Per concludere così: "A me queste cose mi caricano. Andiamo avanti. Viva Berlusconi". Più tardi, quando gli riferiscono le parole di imparzialità che arrivano da Quirinale ("Il capo dello Stato sta dalla parte della Costituzione con assoluta imparzialità"), il Cavaliere perde quasi le staffe: "Non mi interessa quello che dice Napolitano. Mi sento preso in giro".

BERLUSCONI: VADO AVANTI, CONSULTA È DI SINISTRA (Video da Sky TG24, 07 Ottobre 2009)

Concetti che il premier ha poi ripetuto in una telefonata a Porta a Porta: "In Italia abbiamo una minoranza di giudici di sinistra, una stampa di sinistra con a capo Repubblica, una Rai che, a parte lei signor Vespa, va contro il governo, e in più un capo dello Stato espressione della vecchia maggioranza di sinistra". "Su Napolitano - ha insistito Berlusconi riferendosi ai giudizi espressi in precedenza - ho detto quello che penso: non ho nulla da modificare sulle mie dichiarazioni che potrebbero essere anche più esplicite e più dirette".

Intervento telefonico di Berlusconi a Porta a Porta (Video, Parte 1)

Intervento telefonico di Berlusconi a Porta a Porta (Video, Parte 2)


Più tecnico il primo commento del ministro della Giustizia che ha dato il nome al Lodo: "E' una sentenza che sorprende, e non poco, per l'evocazione dell'art.138 della Costituzione. La Corte Costituzionale - afferma il Guardasigilli - dice oggi ciò che avrebbe potuto e, inevitabilmente, dovuto dire già nel 2004 nell'unico precedente in materia". Poi, Alfano spiega: "E' incomprensibile come abbiano potuto spendere, nel 2004, pagine su pagine di motivazioni relative alla rinunciabilità della sospensione processuale, alla sospensione della prescrizione e tanto altro ancora senza fare alcun riferimento alla necessità di una legge costituzionale. Tale argomento, preliminare e risolutivo, è inspiegabile che venga evocato quest'oggi". E, a "Porta a porta", comunque, fa sapere che il governo non intende proporre un disegno di legge costituzionale.

Duro l'avvocato Niccolò Ghedini, avvocato del premier: "Questa è una sentenza con cui la Corte rinnega principi da se stessa già enunciati. Si pretende, contro la volontà popolare, che il presidente del Consiglio anzichè occuparsi dei problemi nazionali ed internazionali, sia costretto a seguire evanescenti processi".

Berlusconi ritorna imputato. La sentenza, sul piano pratico, sblocca i due processi milanesi a carico del premier (per corruzione in atti giudiziari dell'avvocato inglese Mills, e per reati societari nella compravendita dei diritti tv Mediaset), congelati proprio a causa del lodo. La Corte ha quindi accolto i dubbi di legittimità sollevati dai magistrati del capoluogo lombardo. La Consulta ha invece dichiarato inammissibile il terzo ricorso, proposto dal gip di Roma chiamato a decidere se archiviare (come chiesto dalla procura) la posizione di Berlusconi - indagato per istigazione alla corruzione di alcuni senatori, eletti all'estero durante la scorsa legislatura.

Corte divisa. I giudici costituzionali sono entrati in camera di consiglio ieri, ma la giornata si è conclusa con una fumata nera. Da qui la seconda riunione, quella odierna: mattinata ancora con un nulla di fatto, e poi, nel pomeriggio, la pronuncia è arrivata. Una scelta non facile, quella dei giudici. Anche perché tra i membri della Corte si è consumato uno scontro tra i favorevoli e i contrari. Fino alla decisione finale: a quanto sembra nove dei quindici membri si sono espressi per l'illegittimità, sei erano di parere diverso.

Il caso Bossi. Prima della pronuncia della Consulta, le parole più forti le ha pronunciate Umberto Bossi: "Non sarà bocciato, speriamo bene: ma non si può sfidare l'ira dei popoli. Se il lodo sarà bocciato la Lega trasformerà le elezioni regionali in un referendum sul premier". Parole, le sue, che hanno provocato reazioni forti di condanna, da parte di tutti i partiti di opposizione.

Le motivazioni della sentenza. Si conosceranno solo tra qualche settimana, quando il giudice relatore, Franco Gallo, le avrà messe nero su bianco, per poi sottoporle nuovamente al voto dei giudici in camera di consiglio.

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Rassegna stampa (DALL'ESTERO):

Italy’s top court to rule on Berlusconi immunity
(Financial Times)

Berlusconi hits out at court ruling
(Financial Times)

Italian court rules Berlusconi's immunity law unconstitutional (The Guardian)

Silvio Berlusconi faces fight for career as top Italian court strips PM of immunity (Times Online)

La Cour constitutionnelle italienne invalide la loi d'immunité protégeant Berlusconi. (Le Monde)

El Constitucional echa por tierra la ley de inmunidad que protege a Berlusconi (El Paìs)



Rassegna stampa (DALL'ITALIA):

La Consulta: lodo Alfano illegittimo. Berlusconi: "Vado avanti, giudici di sinistra" (La Repubblica)

"Il Lodo Alfano è incostituzionale" (La Stampa)

Lodo Alfano bocciato, il premier si scatena: «La Consulta è di sinistra, vado avanti. Quello che dice Napolitano non mi interessa» (Il Messaggero)

Ecco cosa prevedeva il Lodo Alfano (Il Messaggero)

LODO ALFANO: QUIRINALE, NAPOLITANO STA DALLA PARTE DELLA COSTITUZIONE (ADN Kronos)

LODO ALFANO: BONDI, SENZA BERLUSCONI NON C'E' SPERANZA (AGI News On)

«Corte di sinistra». Scontro con il Quirinale (Momento-Sera)

Lodo Alfano – La sentenza della Consulta non è una bocciatura del Governo (Agorà Magazine)

L'irritazione del Quirinale: "Tutti sanno che il capo dello stato sta con la Costituzione" (L'Unità)

BERLUSCONI: QUIRINALE, CAPO STATO STA DALLA PARTE DELLA COSTITUZIONE (Asca)

Lodo Alfano bocciato, Napolitano risponde a Berlusconi: “Sto dalla parte della Costituzione” (Blitz Quotidiano)

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Ora la Legge dovrebbe fare il suo giusto corso, almeno questo è quello che si auspica la gente di buon senso:

7 ottobre 2009 - Dopo la bocciatura del Lodo Alfano, il Premier viene contestato fuori dal Palazzo Grazioli, da alcuni cittadini che gridano: "Fatti processare"; "In galera".

Il Video

MILANO - Tre persone che avevano urlato frasi offensive all'indirizzo di Silvio Berlusconi, poco prima che il premier entrasse alla mostra in corso a Palazzo Venezia a Roma, sono state denunciate. Secondo quanto si è appreso le tre persone mentre il premier si accingeva ad entrare a Palazzo Venezia, hanno urlato: «In galera, in galera, la legge è uguale per tutti». Le forze dell'ordine hanno in un primo momento bloccato una delle tre persone e successivamente le altre due. I tre sono stati poi accompagnati nel vicino commissariato di polizia dove sono stati denunciati. All'uscita della mostra, stessa scena: altri tre contestatori e altre denunce. I tre hanno urlato al premier: «In galera, in galera». Anche in questo caso i tre sono stati quindi accompagnati negli uffici del commissariato e denunciati.

Contestazioni al premier, sei denunciati
(Corriere della Sera) 07 ottobre 2009

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INFINE UN GRAZIE, A QUEI 15 GIUDICI, CHE PUR SVOLGENDO IL LORO LAVORO, HAN FATTO UN GRANDE REGALO ALL'ITALIA. È DIVENTATO, IN ITALIA, UN CASO SPORADICO E QUASI ANOMALO, IL VERIFICARSI DI ACCADIMENTI COME QUELLO DI OGGI, OSSIA IL SEMPLICE ATTENERSI ALLA LEGGE.

I quindici giudici della Consulta che hanno bocciato il Lodo Alfano

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martedì 29 settembre 2009

Ho una trentina di cause. E non riesco ad avere una polizza per le spese legali (di Milena Gabanelli)

LA LETTERA - la Rai ha l'intenzione di togliere la tutela legale a report



Solo una compagnia inglese e una americana disponibili a rifondere il danno, ma non le spese.

Luigi Ferrarella, sulle pagine di questo giornale, ha sollevato un problema che condivido e mi tocca da vicino: la pressione politica (che in Italia è particolarmente anomala) sul condizionamento della libertà d’informazione forse non è l’aspetto più importante, anche se ciclicamente emerge quando coinvolge personaggi noti. Per questo facciamo grandi battaglie di principio e ignoriamo gli aspetti «pratici». Premesso che chiunque si senta diffamato ha il diritto di querelare, che chi non fa bene il proprio mestiere deve pagare, parliamo ora di chi lavora con coscienza. Alla sottoscritta era stata manifestata l'intenzione di togliere la tutela legale.

La direzione della terza rete ha fatto una battaglia affinché questa intenzione rientrasse, motivata dal dovere del servizio pubblico di esercitare il giornalismo d’inchiesta assumendosene rischi e responsabilità. Nell’incertezza sul come sarebbe andata a finire ho cercato un’assicurazione che coprisse le spese legali e l’eventuale danno in caso di soccombenza dovuta a fatti non dolosi. Intanto sul mercato italiano, di fatto, nessun operatore stipula polizze del genere, mentre su quello internazionale questa prassi è più diffusa. Bene, dopo aver compilato un questionario con l’elenco del numero di cause, l’ammontare dei danni richiesti e l’esito delle sentenze, una compagnia americana e una inglese, tenendo conto del comportamento giudicato fino a questo momento virtuoso, si sono dichiarate disponibili ad assicurare l’eventuale danno, ma non le spese legali. Sembra assurdo, ma il danno è un rischio che si può correre, mentre le spese legali in Italia sono una certezza: le cause possono durare fino a 10 anni e chiunque, impunemente, ti può trascinare in tribunale a prescindere dalla reale esistenza del fatto diffamatorio.

A chi ha il portafogli gonfio conviene chiedere risarcimenti miliardari in sede civile, perché tutto quello che rischia è il pagamento delle spese dell’avvocato. L’editore invece deve accantonare nel fondo rischi una percentuale dei danni richiesti per tutta la durata del procedimento e anticipare le spese ad una montagna di avvocati. Solo un editore molto solido può permettersi di resistere. Quattro anni fa mi sono stati chiesti 130 milioni di euro di risarcimento per un fatto inesistente, e la sentenza è ancora di là da venire. Se alle mie spalle invece della Rai ci fosse stata un’emittente più piccola avrebbe dovuto dichiarare lo stato di crisi. Visto che ad oggi le cause pendenti sulla mia testa sono una trentina, è facile capire che alla fine una pressione del genere può essere ben più potente di quella dei politici, e diventare fisicamente insostenibile. Questo avviene perché non esiste uno strumento di tutela. L’art. 96 del codice di procedura civile punisce l’autore delle lite temeraria, ma in che modo? Con una sanzione blanda, quasi mai applicata, che si fonda su una valutazione tecnica «paghi questa multa perché hai disturbato il giudice per un fatto inesistente». Nel diritto anglosassone invece la valutazione è «sociale», e il giudice ha il potere di condannare al pagamento di danni puntivi «chiedi 10 milioni di risarcimento per niente? Rischi di doverne pagare 20». La sanzione è parametrata sul valore della libertà di stampa, che viene limitata da un comportamento intimidatorio. La condanna pertanto deve essere esemplare. Ecco, copiamo tante cose dall’America, potremmo importare questa norma. Sarebbe il primo passo verso una libertà tutelata prima di tutto dal diritto. Al tiranno di turno puoi rispondere con uno strumento politico, quale la protesta, la manifestazione, ma se sei seppellito dalle cause, anche se infondate, alla fine soccombi.

Milena Gabanelli (da "Corriere della Sera")
29 settembre 2009


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martedì 22 settembre 2009

Il Lodo Alfano? Capiamoci di più.

Facciamo chiarezza su questo disegno di legge che tanto sta facendo (GIUSTAMENTE) discutere l'Italia.


Angelino Alfano e Silvio Berlusconi

Il lodo Alfano garantisce l’immunità alle quattro alte cariche dello stato:

- il Presidente della Repubblica,
- il Presidente del Senato,
- il Presidente della Camera dei Deputati,
- il Presidente del Consiglio dei Ministri.


Finchè restano al loro posto (o cambiano poltrona). Qualsiasi delitto dovessero commettere, non sarebbero perseguibili fino alla fine della legislatura. Sono compresi anche i delitti comuni e quelli svincolati dall’attività politica, oltre a quelli per cui c’è un processo in corso già da prima del loro mandato.

In poche parole non si potrebbe procedere nemmeno nel caso strangolassero la moglie, molestassero la segretaria o, più verosimilmente, corrompessero un testimone perché possa mentire sotto giuramento in tribunale facendo assolvere un colpevole.

Non si tratta però di un’idea nuova. Qualcosa di molto simile era già stato tentato nel 2004, col lodo Schifani, bocciato dalla Consulta perché incostituzionale. Ma quali erano le differenze con l’attuale lodo Alfano?

Quasi nessuna, tranne che per il numero delle alte cariche coinvolte e per l’irrinunciabilità della sospensione.
Nel lodo Schifani le alte cariche erano cinque: oltre ai presidenti di camera e senato, il presidente del consiglio e della Repubblica, avevano inserito anche il presidente della Corte Costituzionale. Peccato che alla fine è stata quella stessa Corte a bocciare il lodo Schifani decretandolo incostituzionale.

La questione dell’irrinunciabilità invece è davvero curiosa: se un’alta carica dello stato avesse rinunciato alla sospensione (cioè all’immunità), avrebbe dovuto rinunciare anche alla propria carica. Cioè, per farsi processare subito avrebbe dovuto dimettersi.
Nel lodo Alfano invece il presidente della Consulta sparisce dalla cerchia degli impunibili e prendono vita i fantastici quattro, supereroi in difesa dei cittadini e della stabilità dello Stato.
Viene sistemata anche la questione dell’irrinunciabilità, considerata forse alla base dell’incostituzionalità del precedente lodo: se l’alta carica lo desidera, può rinunciare alla sospensione e farsi processare senza interrompere il proprio mandato. Cosa che senza ombra di dubbio farà Berlusconi. Lo ha detto lui stesso e, a meno di qualche smentita…

Invece in tv e sui giornali se ne sono dette di tutti colori. Alcune affermazioni si sono rilevate del tutto inesatte. Per esempio il fatto che trattandosi solo di una sospensione, la vittima non verrà danneggiata affatto; basterà che aspetti e potrà avere giustizia in seguito. È una cosa non vera, dal momento che la stessa corte costituzionale, per il lodo Schifani del 2004 aveva ritenuto “che una stasi del processo per un tempo indefinito vulnerasse il diritto di azione e di difesa e che la possibilità di reiterare sospensioni ledesse il bene costituzionale dell’efficienza del processo”.
Il principio della ragionevole durata del processo (art. 111, secondo comma) sancito dalla costituzione, andrebbe a farsi benedire e la vittima aspetterebbe una giustizia che non arriva, mentre il reo continuerebbe ad amministrare il paese.

Forse non bisogna essere proprio dei giuristi per capire che questo lodo stride vivacemente con l’articolo 3 della Costituzione: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali…”.
Le alte cariche dello stato non saranno uguali davanti alla legge proprio in virtù della propria condizione sociale.
Nel contempo le vittime collegate ai loro reati non sarebbero per nulla uguali alle altre vittime, perché la loro possibilità di avere giustizia verrebbe rimandata di anni. Il che, vista l’attuale durata dei processi in generale, non è proprio una bella cosa.
Qualcuno invece ha detto che anche in molte altre democrazie è prevista l’immunità per le alte cariche o per il premier. Anche questo è falso.
La sospensione dei processi vale solo per tre capi di Stato: Grecia, Israele e Portogallo. Attenzione: Capi di Stato, non presidenti del Consiglio, che invece non hanno alcuna protezione particolare in nessuna delle democrazie occidentali.

Ovviamente per i reati funzionali, legati cioè alla carica rivestita, la protezione - in Italia come altrove - c’è dall’inizio della democrazia. È per i delitti comuni che non c’è nulla, perché probabilmente nel lontano 1947 i costituenti pensavano che l’interessato, beccato a corrompere un giudice, si sarebbe dimesso immediatamente, coperto di vergogna. Come avrebbero potuto immaginare che da lì a cinquanta anni, l’unico rossore nella faccia dei politici sarebbe stato solo quello del trucco televisivo?

Oggi, se il premier, nel corso della legislatura, lasciasse il governo assumendo un’altra carica tra le 4 intoccabili, per esempio quella di presidente della Repubblica, si conserverebbe “immune” per altri sette anni.
Si dirà: ma con tutte le ombre dei processi in corso e delle prescrizioni, come farà mai a fare questo salto? Mai mettere limiti alla provvidenza. Cuffaro si è dimesso da presidente della regione Sicilia perché condannato per favoreggiamento ad alcuni mafiosi ed è stato eletto addirittura al Senato (come non ricordare i manifesti elettorali dell’Udc: “Premiare chi merita”).

lunedì 21 settembre 2009

Vero o falso? Silvio Berlusconi a "Porta a porta", il 15 settembre 2009.

Vi propongo quest'interessantissima analisi, redatta dal sito "La Voce", sulle tante falsità mandate in onda da Berlusconi, durante la sua ospitata a Porta a Porta, lo scorso 15 settembre. Complice, Bruno Vespa.



"È o non è diminuito l'assenteismo nella pubblica amministrazione? La risposta è sì. Chi contesta i dati vantati dal ministro Brunetta lo fa con argomenti deboli. Bene, dunque, ma rimangono due questioni sul tappeto: combattere il fenomeno senza ricorrere a metodi “odiosi” e tradurre questi risultati in un miglioramento della produttività del lavoro.
Ripartono i concorsi universitari. Con nuove regole per la composizione delle commissioni, che verranno puntualmente aggirate. L'ingegneria concorsuale è l'unica scienza sperimentale da cui non si impara nulla. Bene che il 7 per cento del Fondo di finanziamento delle università venga assegnato sulla base di criteri meritocratici. Male, invece, che il ministero non abbia ancora resi pubblici i meccanismi in base ai quali sarà erogato. Così gli atenei, con notizie parziali e non trasparenti, non sono in grado di programmare.
Troppe non-malattie e troppi non-malati in cura, creati dal marketing farmaceutica. Mentre le categorie più deboli non ricevono sufficiente assistenza. È questo il nodo da sciogliere perché i sistemi sanitari diventino sostenibili ed efficaci.
dell’industria Nel lungo soliloquio davanti alle telecamere di “Porta a porta” Berlusconi ha sparato molte cifre. Quali sono vere e quali false?"

Vero o falso?
Parte 1: Produzione industriale
Parte 2: Ripettare gli impegni
Parte 3: Immigrazione
Parte 4: Debito pubblico

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domenica 20 settembre 2009

All'appello dei tre giuristi si aggiunge la firma di Sting. Tutte le firme, dai Nobel all'informazione.



Dopo i direttori dei maggiori giornali europei, si allunga la lista delle firme illustri che hanno deciso di aderire all'appello dei tre giuristi di Repubblica sulla libertà di informazione.

Se ancora non l'aveste fatto, FIRMATE L'APPELLO DEI TRE GIURISTI, PER LA LIBERTà DI STAMPA: CLICCATE QUì



Oggi è arrivata l'adesione di uno degli artisti più noti: ha firmato con il suo nome - Gordon Matthew Sumner - aggiungendo quello con cui è divenuto famoso: Sting.
Ma non si fermano le voci dal mondo dell'informazione, con l'adesione del premio Pulitzer del 2007 Elizabeth Strout, giornalista e autrice.


Intanto con l'adesione di Wislawa Szymborska, grande poetessa polacca sono sette i premi Nobel che hanno firmato l'appello lanciato da Repubblica. Con loro anche il filosofo e sociologo francese Edgar Morin e Orlando Figes, lo storico britannico specialista della Russia e dello stalinismo, autore del best seller "La danza di Natasha". A loro si era aggiunto il regista bosniaco Emir Kusturica, che ha aderito come presidente della Solares Fondazione delle Arti.

Ma non sono solo i singoli a sottoscrivere l'appello dei tre giuristi. Si fanno avanti anche molte associazioni. Dopo l'Aied, formata da giornalisti, scienziati ed uomini di cultura, di diversa estrazione politica, ma con una comune ispirazione laica e democratica è giunta l'adesione di Nerio Nesi, presidente dell'Associazione nazionale Riccardo Lombardi.

Non resta a guardare il mondo della politica. Sia italiana che europea. Dopo Jack Lang, ieri ha firmato Graham Watson, eurodeputato britannico dell'Alde, ed ex presidente del gruppo liberale. Si schierano anche Louis Michel, commissario europeo per lo sviluppo e hli aiuti umanitari, l'ex eurodeputato Francois Bayrou, la parlamentare europea Sylvie Goulard dell'Eldr e Sylvana Koch-Mehrin, vicepresidente del gruppo Eldr e a capo della delegazione dei liberali tedeschi che potrebbero andare a far parte del governo nazionale.

DAI NOBEL ALL'INFORMAZIONE:
LE ADESIONI ALL'APPELLO DEI TRE GIURISTI

I PREMI NOBEL
Dario Fo, Nadine Gordimer, Gunther Grass, Edmund Phelps, Josè Saramago, Wislawa Szymborska, Betty Williams

DAL MONDO DELLA CULTURA E DELL'UNIVERSITÀ
Silvia Amati Sas, Niccolò Ammaniti, Bruno Arpaia, Alberto Asor Rosa, Corrado Augias, Gae Aulenti, Marc Augè, Alessandro Baricco, Cecilia Bartoli, Zygmunt Bauman, Marco Bernabei, Velia Bianchi Ranci, Giovanna Bosco, Ulrich Beck, Tahar Ben Jelloun, Remo Bodei, Giovanni Bollea, Jorg Burmeister, Andrea Camilleri, Giovanna Cantarella, Massimo Caviglia, Javier Cercas, Vincenzo Consolo, Mauro Corona, Erri De Luca, Giovanni De Luna, Stefano Disegni, Christopher Duggan, Umberto Eco, Viktor Erofeev, Inge Feltrinelli, Orlando Figes, Cesare Freddi, Timothy Garton Ash, Maurizio Gasseau, Anthony Giddens, Paolo Giordano, Carlo Ginzburg, Andrè Glucksmann, Tullio Gregory, David Grossman, Marek Halter, Claude Lanzmann, Alessandro e Giuseppe Laterza, Jacques Le Goff, Bernard-Henri Levy, Carlo Lucarelli, Giacomo Marramao, Margaret Mazzantini, Giuseppe Montesano, Edgar Morin, Moni Ovadia, Amos Oz, Claudio Pavone, Daniel Pennac, Tullio Pericoli, Nicola Piovani, Sandra Petrignani, Renzo Piano, Tiziana Piovesana, Atiq Rahimi, Guido Rossi, Giorgio Ruffolo, Massimo L. Salvadori, Donald Sassoon, Roberto Saviano, Tiziano Scarpa, Peter Schneider, Antonio Scurati, Elvira e Antonio Sellerio, Luis Sepulveda, Clara Sereni, Salvatore Settis, Luigi Spaventa, Corrado Stajano, Sergio Staino, Gino Strada, Paco Ignacio Taibo II, Walter Tega, Oliviero Toscani, Federico Varese,Eyal Weizman, il collettivo di scrittori bolognesi Wu Ming.

DAL MONDO DELLO SPETTACOLO
Claudio Abbado, Salvatore Accardo, Stefano Accorsi, Aldo, Giovanni e Giacomo, Antonio Albanese, Francesca Archibugi, Asia Argento, Angelo Barbagallo, Luca Barbarossa, Franco Battiato, Pippo Baudo, Marco Bellocchio, Roberto Benigni, Alessandro Bergonzoni, Enrico Bertolino, Claudio Bisio, Sandra Bonzi, Samuele Bersani, Bernardo Bertolucci, Nicoletta Braschi, Margherita Buy, Victoria Cabello, Liliana Cavani, Adriano Celentano, Suso Cecchi D'Amico, Ascanio Celestini, Claude Chabrol, Francesca Comencini, Paola Cortellesi, Lella Costa, Costantin Costa-Gavras, Saverio Costanzo, Maurizio Crozza, Enzo D'Alò, Carlo Degli Esposti, Fabio De Luigi, Benicio Del Toro, Gerard Depardieu, Teresa De Sio, Renato De Maria, Elio e le Storie tese, Fabio Farinella Pierfrancesco Favino, Davide Ferrario, Elda Ferri, Angela Finocchiaro, Carlo Freccero, Paolo Fresu, Arnoldo Foà, Beppe Fiorello, Carla Fracci, Ivo Garrani, Alessandro Gassman, Dori Ghezzi, Massimo Ghini, Fabrizio Gifuni, Miguel Gotor, Francesco Guccini, Luca Guadagnino, Monica Guerritore, Corrado Guzzanti, Ugo Gregoretti, Paolo Hendel, Jovanotti, Claude Lanzmann, Daniele Luttazzi, Licia Maglietta, Fiorella Mannoia, Miranda Martino, Citto Maselli, Valerio Mastandrea, Mariangela Melato, Beppe Menegatti, Riccardo Milani, Helen Mirren, Milva, Mario Monicelli, Giuliano Montaldo, Laura Morante, Claudia Mori, Nanni Moretti, Caterina Murino, Maurizio Nichetti, Andrea Occhipinti, Silvio Orlando, Ferzan Ozpetek, Goran Paskalievic, Giuseppe Piccioni, Ottavia Piccolo, Sandro Petraglia, Michele Placido, Domenico Procacci, Franca Rame, David Riondino, Marco Risi, Luca Ronconi, Francesco Rosi, Paolo Rossi, Stefano Rulli, Gabriele Salvatores, Stefania Sandrelli, Giulio Scarpati, Ettore Scola, Shel Shapiro, Daniele Silvestri, Giovanni Soldati, Silvio Soldini, Gordon Matthew Thomas Sumner "Sting", Todd Solondz, Paolo Sorrentino, Tilda Swinton, Paolo ed Vittorio Taviani, Filippo Timi, John Turturro, Ornella Vanoni, Roberto Vecchioni, Carlo Verdone, Sandro Veronesi, Paolo Villaggio

DAL MONDO DELL'INFORMAZIONE
Roger Alton, Riccardo Barenghi, Ludina Barzini, Roane Carey, Furio Colombo, Jean Daniel, Enrico Deaglio, Beatrice Delvaux, Giovanni Di Lorenzo, Giovanni Floris, Marco Fratoddi, Bernard Guetta, Daniela Hamaui, Laurent Joffrin, John Kampfner, Hans Werner Kilz, Sergio Lepri, John Lloyd, Viktor Loshak, Maurizio Mannoni, Adam Michnik, Javier Moreno, Dmitri Muratov, Edwy Plenel, Maurizio Porro, Nino Rizzo Nervo, Denis Olivennes, Alan Rusbridger, Barbara Spinelli, Elizabeth Strout, Andrea Vianello, Alan Witherow.

DALLA POLITICA E SINDACATI
Francois Bayrou, Fausto Bertinotti, Rosy Bindi, Sergio Cofferati, Daniel Cohn-Bendit, Matteo Colaninno, Gugliemo Epifani, Dario Franceschini, Sylvie Goulard, Giovanna Melandri, Louis Michel, Sylvana Koch-Mehrin, Annemie Neyts-Uyttebroeck, Martin Schulz, Guy Verhofstadt, Graham Watson

DALLO SPORT
Franco Baldini, Giovanni Soldini

LE ASSOCIAZIONI
Aied, Anpi, Arci, Cgil, Libertà e Giustizia, don Luigi Ciotti presidente di Libera, Legambiente, Mediacoop, PeaceLink, Unione cattolica stampa italiana, Unione dei giovani avvocati, Unione italiana sport per tutti

Da La Repubblica(20 settembre 2009)

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mercoledì 16 settembre 2009

Berlusconi-Vespa: in onda il bluff-casette

Tre miracoli nella piana di Onna, dopo cinque mesi di dolore e battaglie. Oltre la ferrovia e il passaggio a livello non più solo macerie e tende, rinasce un paese, con casette di legno e strade e una chiesa e l’asilo, che significa il futuro. Rinasce in un luogo che era stato cancellato dai progetti governativi e dalle cosiddette soluzioni urbanistiche post-terremoto. Il terzo miracolo è un disegno, poco più di un bozzetto, di Giulia Carnevale, 22 anni, studentessa di ingegneria uccisa dal crollo della Casa dello studente: per la tesi aveva immaginato un asilo con la forma di un libro. Adesso è qui, cinque mesi dopo, struttura dolcissima di legno e acciaio e vetro piena di giochi e di libri.


Miracoli
Tre miracoli, appunto. Si fa fatica a crederci, anche se li hai davanti, li tocchi, ci entri dentro, perché proprio qui, dove cammini, il pomeriggio del 6 aprile c’era un enorme prato, la quercia – che c’è ancora - e 41 lenzuoli bianchi allineati. Ecco, tre miracoli. Il fatto è che nessuno di questi porta la firma di Silvio Berlusconi nonostante l’elegante biglietto fatto trovare in ogni casetta con “i più affettuosi auguri di salute e serenità nelle nuove case”. Dispiace dover mettere i puntini sulle “i”. In questi casi quello che conta è il risultato finale. Ma è necessario quando tutto viene invece utilizzato con fini di propaganda. «Berlusconi e il governo consegnano le prime casette ai terremotati, come era stato promesso» è stato lo slogan mediatico che ha accompagnato questa giornata. Falso. O meglio, è vero che entro sabato la tendopoli di Onna sarà smontata e tutti andranno nelle 94 casette color pastello. Ma nessuna di queste casette le ho volute il governo. Anzi.



Trento
Lorenzo Dellai, presidente della provincia di Trento, a capo di una giunta di centro-sinistra, passeggia nel grande set che i tecnici di Porta a Porta hanno allestito per la puntata regina che ha sconvolto i palinsesti Rai, ha rinviato Ballarò e anche Matrix, pur di essere “l’appuntamento” della serata. Non cerca i microfoni. Pochi microfoni cercano lui. “La Provincia di Trento era qui presente a Onna sei ore dopo il sisma. Da allora qui hanno lavorato 2.500 persone, una media di 120 al giorno, prima per la messa in sicurezza del paese, poi per la realizzazione del villaggio”. Passeggiano accanto a lui architetti e progettisti, quelli che hanno dato la vita al disegno di Giulia. “Abbiamo impiegato 43 giorni esatti per realizzare il villaggio, sono casette antisismiche, abbiamo cercato di renderle anche graziose, colori pastello, parquet in terra, finestre grandi, ognuna ha un pezzetto di giardino davanti e il posto macchina. Se ci avessero dato subito il via libera le avremmo potuto consegnare anche prima”.


Miracoli
Ecco svelato il primo miracolo: il villaggio di Onna, “temporaneo” precisa Franco Papola, presidente della pro loco, è nato grazie ai fondi della provincia autonoma di Trento (13 milioni per un totale di 350 casette tra Onna, S. Demetrio, Villa S.Angelo, Coppito, e in più un asilo, tre scuole e tre chiese), della Croce Rossa e di altri donatori privati tra cui Bruno Vespa con gli spettatori di Porta a Porta. E’ stato realizzato su progetto della Regione Umbria e grazie ai volontari trentini, soprattutto vigili del fuoco con l’aiuto della Protezione civile tedesca e il coordinamento di quella italiana.



Il palco
Alle quattro del pomeriggio, per il taglio del nastro, Guido Bertolaso fa salire sul palco e li nomina uno per uno. C’è anche il Presidente del Consiglio, silenzioso in un angolo, dirà poche cose ma poi sarà lui a consegnare la prima casa. Papola loda “il lavoro di squadra”. Giustino Parisse, giornalista de “Il Centro” che ha perso i due figli Domenico e Maria Paola sotto le macerie, ringrazia Berlusconi ma “la serenità potrà tornare solo quando rivedremo costruito il nostro vero paese. Nel frattempo, rispettate il nostro dolore”.


Il dolore
Nessun dolore può essere usato. Neppure la verità, specie se riguarda un luogo di dolore. E la verità è che questo villaggio oggi esiste perché gli onnesi a fine maggio puntarono i piedi. E dissero no. La Protezione Civile, infatti, non aveva previsto alcun insediamento in questa piana e i 300 sopravvissuti sarebbero stati sparpagliati in giro, in qualche new town tra Bazzano e Paganica. Era sera, Papola e altri cittadini si misero dentro una tenda, trovarono il terreno – 46 mila quadrati concessi dalla famiglia Pica Alfieri - e abbozzarono un progetto. Provincia di Trento e Croce Rossa hanno fatto il resto. Ma sono andati perduti almeno tre mesi.



Inviti
Dellai non è stato invitato nel salotto di Porta a Porta. “Non voglio fare polemiche – sorride - va bene così, Roma poi è lontana”. Si spengono le luci del set che riprenderà in serata negli studi Rai. Restano le proteste, alcuni striscioni: “Ma che porta a porta, non tenemo le case”; “vittime del terremoto e ostaggi mediatici”. “belle le case di Onna. E gli altri?”. Piccole tensioni: “Non dovete protestare, solo ringraziare” dicono alcuni. “Dopo 5 mesi mi buttano fuori dalla tendopoli e non so ancora dove andrò. Ci avevano promesso le case a settembre. E non ci sono. Questa è la verità” grida Giuseppina Lauria. Si apre l’asilo. I bambini entrano un po’ timidi, poi giocano. Grazie Giulia.

Da L'Unità 15 settembre 2009

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domenica 13 settembre 2009

Nuova lettera di Michele Santoro ai vertici RAI, salviamo AnnoZero.


Al Direttore generale
p.c. al Direttore di Raidue

Gentile Direttore,
da più di una settimana i nostri spot giacciono presso gli “Uffici Competenti” e non vengono trasmessi. Nel frattempo sono diventati i più visti su Youtube in Italia e tra i primi dieci al mondo. Sempre su Youtube sono anche al primo posto per gradimento.
Ma forse a lei e al Direttore di RaiDue non piacciono. Perché? Intendete sostituirli? E con cosa e quando intendete farlo, visto che gli spot di altre trasmissioni sono in onda da mesi, mentre RaiDue non da’ notizia dell’inizio di Annozero previsto per il 24 settembre?
Resto in attesa di una risposta e invio cordiali saluti.

Michele Santoro

Santoro chiede il nostro aiuto, diffondiamo gli spot di AnnoZero.
Guarda gli spot:

Primo Spot

Secondo Spot

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Martedì niente Ballarò per non disturbare il duce e il suo maggiordomo


Porta Porta spazza via Ballarò. La decisione è stata presa dal Vice direttore generale della Rai Antonio Marano, a quanto pare, su richiesta dei vertici della Rai. Uno spostamento per non far sovrapporre due programmi di approfondimento visto che Silvio Berlusconi consegnerà le prime casette ai terremotati dell'Abruzzo. A reti quasi unificate, dunque, per non distogliere l'attenzione degli italiani. Una decisione senza precedenti, che dà l'idea del regime mediatico in cui l'Italia è caduta. Guai, infatti, a distogliere l'attenzione degli italiani sulla campagna di autopromozione del governo e di Silvio Berlusconi. Una decisione che ricorda i cinegiornali del ventennio, quando tutta l'attenzione dei media doveva essere prostrata alle esigenze del regime. Un motivo in più per andare a manifestare il 19 settembre.

Uno speciale di Porta a porta in prime serata martedi', dedicato alla consegna delle prime case ai terremotati d'Abruzzo, fara' slittare la prima puntata della nuova stagione di ballaro'.
La decisione e' stata presa per 'valorizzare un momento importante per il paese', come ha spiegato Antonio Marano, vicedirettore generale della Rai. 'Per Ballaro' non c'e' alcun problema, e' solo uno spostamento che abbiamo ritenuto opportuno visto il tipo di evento e per non far sovrapporre due po'rogrammi di approfondimento'.
Ballaro', che doveva essere dedicata alle ultime vicende politiche, potrebbe andare in onda in un altro giorno della settimana o direttamente martedi' prossimo.

E' un atto immotivato ai miei occhi, non riesco a comprenderne le ragioni. Avremmo potuto trattare gli stessi temi dello speciale di Raiuno, non vedo il motivo di sostituirci': a dirlo e' Giovanni Floris, dopo la decisione della Rai di far slittare Ballaro' da martedi', per far posto su Raiuno ad una prima serata di Porta a aporta sulla consegna dele prime casec ai terremotati d'Abruzzo. 'Abbiamo un inviato in Abruzzo da due settimane - spiega Floris -, e la cerimonia del 15 settembre era un avvenimento previsto da prima che presentassimo la trasmissione. Naturalmente poi avremmo parlato anche di altro, di attualita' politica e di attualita' economica. La prima puntata era stata inoltre presentata una settimana fa in una conferenza stampa tenuta alla presenza del capo ufficio stampa Rai'.
Per questo, conclude Floris, 'sono dispiaciuto, certo, ed e' dire poco. E' come aver lavorato per mandare in stampa un giornale e vederne poi un altro in vendita nelle edicole.
A tutti quelli che mi telefonano allarmati dico che mi auguro che sia solo un episodio sgradevole e grave, e che mi auguro che andremo in onda prima possibile dicendo tutto quello che abbiamo da dire'.

Per Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21 "Se ancora ci fosse stato bisogno di una conferma, la decisione della Rai di sopprimere la puntata di Ballarò affinchè gli italiani siano costretti a seguire lo speciale di Porta a Porta sulla consegna delle casettte ai terremotati, è la prova provata del regime mediatico che stiamo vivendo. La distribuzione delle case è un grande fatto di interesse nazionale, cui va dato alto risalto e completezza di diritto di cronaca. Ma come si può pensare di chiudere tutte quelle trasmissioni che rischiano di allontanare gli spettatori dall'evento che riguarda il Sovrano?. E' l'ennesima ragione per partecipare alla manifestazione del 19 e, a questo punto, chiediamo alle autorità di garanzia che vi sia una diretta della manifestazione.Nemmeno le monarchie non costituzionali avrebbero disposto un utilizzo simile dei media. Di questo passo sarà sempre più difficile chiedera agli italiani di pagare il canone che è ormai una tassa sul conflitto di interesse. Chi ha pensato di sopprimere Ballarò per lo speciale di Porta a Porta, abbia il coraggio di fare il proprio "dovere" fino in fondo. Si decida di trasmettere gli eventi che coinvolgono il sovrano a reti Raiset unificate!".

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mercoledì 24 giugno 2009

Documentario/Inchiesta su Berlusconi: Il Primo Ministro e la stampa. (Censurato in Italia)

Vi invito a guardare questo interessante documentario sulla storia, politica e non, di FraInteso, realizzato e trasmesso dalla Wnet Thirteen New York, la maggiore emittente della tv pubblica statuninenze Pbs e censurato in Italia.

The Prime Minister and the Press

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venerdì 5 giugno 2009

El Paìs si espone, finalmente la stampa estera inizia a parlare. (Ecco le foto di Villa Certosa censurate in Italia)

Ecco come titola la prima pagina di "El Paìs" questa mattina:


Las "inocentes" fotos de Berlusconi

El primer ministro italiano denuncia la

publicación de las fotos de sus fiestas como una "agresión" a la
intimidad, pese a que defiende que no son escandalosas

Lo que 'Il Cavaliere' no quiere que vea Italia

MIGUEL MORA | Roma - 717 comentarios

EL PAÍS publica en exclusiva una selección de las

imágenes de las fiestas de Il Cavaliere que han sido censuradas en
Italia tras la denuncia presentada por el primer ministro



In poche parole le innocenti foto di Villa Certosa, quelle che Silvio Berlusconi ha censurato in Italia.

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giovedì 7 maggio 2009

Domani 21-04-09



Tra le nuvole e i sassi/ passano i sogni di tutti (Ligabue)
passa il sole ogni giorno/ senza mai tardare. (Tiziano Ferro)
Dove sarò domani? (Enrico Ruggeri)
Dove sarò? (Gianni Morandi)
Tra le nuvole e il mare/ c'è una stazione di posta (Franco Battiato)
uno straccio di stella messa lì a consolare (Massimo Ranieri)
sul sentiero infinito (Max Pezzali)
del maestrale (Eugenio Finardi)
Day by day (Zucchero)
Day by day (Cesare Cremonini)
hold me/ shine on me. (Zucchero)
shine on me (Cesare Cremonini)
Day by day save me shine on me (Zucchero, Carmen Consoli, Mauro Pagani, Cesare Cremonini, Eugenio Finardi)
Ma domani, domani,/ domani, lo so (Francesco Renga)
Lo so che si passa il confine, (Roberto Vecchioni)
E di nuovo la vita (Mauro Pagani)
sembra fatta per te (Giuliano Palma)
e comincia (Elio)
domani (Elio e Le Storie Tese, Vittorio Cosma)
domani è già qui (Jovanotti)

rap 1 Estraggo un foglio nella risma nascosto
scrivo e non riesco forse perché il sisma mha scosso (Caparezza)

rap 2 Ogni vita che salvi, ogni pietra che poggi, fa pensare a domani ma puoi farlo solo oggi (Frankie Hi NRG)

e la vita la vita si fa grande così (Gianluca Grignani)
e comincia domani (Giuliano Sangiorgi)
Tra le nuvole e il mare si può fare e rifare (Claudio Baglioni)
con un pò di fortuna (Ron)
si può dimenticare. (Luca Carboni)
Dove sarò (Baustelle)
domani? Dove sarò? (Samuele Bersani e Baustelle)
oh oh oh (coro: Carmen Consoli, Antonella Ruggiero, Alioscia, Pacifico, Mango, Massimo Ranieri, Bluvertigo, Nek, Giuliano Palma, Antonello Venditti, Roberto Vecchioni, Albano)

rap 3 Dove sarò domani che ne sarà dei miei sogni infranti, dei miei piani/ Dove sarò domani, tendimi le mani, tendimi le mani (Marracash)

Tra le nuvole e il mare
si può andare e andare (Laura Pausini)
sulla scia delle navi
di là del temporale (Carmen Consoli)
e qualche volta si vede (Nek)
domani (Antonello Venditti)
una luce di prua (Nek)
e qualcuno grida: Domani (Antonello Venditti)

rap 4 Come laquila che vola
libera tra il cielo e i sassi siamo sempre diversi e siamo sempre gli stessi
hai fatto il massimo e il massimo non è bastato e non sapevi piangere e adesso
che hai imparato non bastano le lacrime ad impastare il calcestruzzo
eccoci qua cittadini dAbruzzo
e aumentano dintensità le lampadine una frazione di
secondo prima della finee la tua mamma,
la tua patria da ricostruire,
comu le scole, le case e specialmente lu core
e puru nu postu cu facimu lamore (Jovanotti, J Ax, Fabri Fibra e in chiusura Sud Sound System)

non siamo così soli (Giuliano Sangiorgi)
a fare castelli in aria (J Ax e Fabri Fibra)
non siamo così soli (Giuliano Sangiorgi)
sulla stessa barca (J Ax , Fabri Fibra)
non siamo così soli (Giorgia)
a fare castelli in aria (J Ax e Fabri Fibra)
non siamo così soli (Giorgia)
a stare bene in Italia (J Ax e Fabri Fibra)
sulla stessa barca (J Ax)
a immaginare un nuovo giorno in Italia (Giorgia, Giusy Ferreri, Dolcenera, Mario Venuti, Jovanotti, J Ax, Fabri Fibra)
Tra le nuvole e il mare si può andare, andare
Sulla scia delle navi di là dal temporale (Piero Pelù)
Qualche volta si vede una luce di prua e qualcuno grida, domani (Morgan)
Non siamo così soli (Giorgia, Mario Venuti, Giusy Ferreri, Dolcenera, Giuliano Sangiorgi)

(tromba solo di Roy Paci)

Domani è già qui
Domani è già qui (Jovanotti, Marracash, FabriFibra, J Ax)

(Assolo violino Mauro Pagani)

Ma domani domani, domani lo so, lo so, che si passa il confine (Gianna Nannini)
E di nuovo la vita sembra fatta per te e comincia (Elisa) domani (Sud Sound System)
Tra le nuvole e il mare, si può fare e rifare
Con un pò di fortuna si può dimenticare (Manuel Agnelli Afterhours)
E di nuovo la vita, sembra fatta per te (Mango)
E comincia (Niccolò Fabi)

(coro finale)
domani
E domani domani, domani lo so
Lo so che si passa il confine
E di nuovo la vita sembra fatta per te
E comincia domani

(Manuel Agnelli, Dolcenera, Zucchero, Niccolò Fabi, Pacifico, Giusy Ferreri, Alioscia, Pacifico, Max Pezzali, Caparezza, Niccolò Agliardi, Luca Carboni, Roy Paci, Tricarico, Ron, Giuliano Sangiorgi, negramaro, Negrita, Giorgia, Francesco Renga, Malika Ayane, Laura Pausini, Morgan, Jovanotti, Massimo Ranieri, Nek, Enrico Ruggeri, Piero Pelù, Antonello Venditti, Roberto Vecchioni, Carmen Consoli, Mango, Cesare Cremonini, Saturnino)

Domani è già qui, domani è già qui (Jovanotti)

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venerdì 10 aprile 2009

Centro di raccolta per i terremotati dell'Abruzzo presso il Municipio Roma XVI


Il Municipio ha organizzato, a partire da mercoledì 8.4.2009, nel cortile del Municipio Roma XVI, un centro di raccolta di generi di prima necessità da inviare alla popolazione abruzzese, colpita dal terremoto nella notte di domenica 5 aprile.

Il centro sarà gestito dall'Organizzazione di Volontariato della Protezione Civile e Sanità "Radio e Non Solo" Roma, che presta da tempo la sua opera presso il presidio di pronto intervento, istituito dal Municipio, nel mercato domenicale di Porta Portese e sta già collaborando con la Protezione Civile nei paesi terremotati.

Il punto di raccolta osserverà il seguente orario:
dal lunedì al giovedì dalle ore 8.00 alle ore 18.00
venerdì dalle ore 8.00 alle ore 16.00.

Per coloro che vogliono contribuire ai soccorsi, si specifica che i generi di prima necessità richiesti, che devono essere nuovi, sono i seguenti:
  • coperte
  • sacchi a pelo
  • cuscini
  • brande da campeggio
  • indumenti intimi uomo/donna/bambino
  • indumenti per bambini
  • pantaloni uomo/donna
  • pannolini per neonati
  • biberon per neonati
  • generi alimentari a lunga conservazione:
    latte a lunga conservazione
    latte in polvere per bambini
    scatolette di carne e tonno
    pomodoro in scatola
    pasta/riso
I volontari di "Radio e Non Solo" Roma rilasceranno una ricevuta di presa in carico dei generi offerti.

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martedì 7 aprile 2009

Aiutiamo l'Abruzzo (ecco come fare)













Gli operatori di telefonia mobile Tim, Vodafone, Wind e 3 Italia, d'intesa con il Dipartimento della Protezione Civile, hanno attivato la numerazione solidale 48580 per raccogliere fondi a favore della popolazione dell'Abruzzo gravemente colpita dal terremoto. Ogni Sms inviato contribuirà con 1 euro, che sarà interamente devoluto al Dipartimento della Protezione Civile per il soccorso e l'assistenza. Il sistema sarà operativo dalle ore 23 di stasera.

Dalle ore 9 di domani, sarà possibile donare 2 euro attraverso chiamata da rete fissa di Telecom Italia, utilizzando lo stesso numero: 48580.
Il Dipartimento della Protezione Civile fornirà tutte le indicazioni sull'utilizzo dei fondi raccolti.


Per effettuare donazioni alla CRI si posso utilizzare i seguenti sistemi:




















Conto Corrente Bancario

C/C BANCARIO n° 218020 presso: Banca Nazionale del Lavoro-Filiale di Roma Bissolati
Tesoreria - Via San Nicola da Tolentino 67 – Roma
intestato a Croce Rossa Italiana Via Toscana, 12 - 00187 Roma.
Coordinate bancarie (codice IBAN) relative sono:
IT66 - C010 0503 3820 0000 0218020
Causale: PRO TERREMOTO ABRUZZO

Conto Corrente Postale n. 300004
intestato a: "Croce Rossa Italiana, via Toscana 12 - 00187 Roma
c/c postale n° 300004
Codice IBAN: IT24 - X076 0103 2000 0000 0300 004 Causale: Causale PRO TERREMOTO ABRUZZO

Donazioni on line:
È anche possibile effettuare dei versamenti online attraverso il sito web della CRI all' indirizzo:
http://www.cri.it/donazioni

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mercoledì 1 aprile 2009

Nat Geo Music Live: Musica Per L’ambiente, Live a Roma

Grande evento a Roma il 22 aprile per l’ Earth Day, La Giornata Mondiale della Terra. Ben Harper approderà a Piazza del Popolo per un concerto gratuito attesissimo dai fans italiani.

Un vero e proprio evento, che coincide con il ritorno a Roma del grande artista statunitense in giro con il suo nuovo gruppo i Relentless7, che hanno sostituito i The innocent criminal, band storica di Ben Harper.

Non sarà facile sostituire nel cuore dei fans il grande gruppo ma crediamo in questo progetto e con grande attesa saremo in Piazza del Popolo ad apprezzarne le sonorità.

L’artista proporra tra i tanti brani anche pezzi dell’ultimo lavoro White Lies For Dark Times, che uscirà il 24 aprile, e che il pubblico di Harper attende con grande trepidazione.

Ma il 22 aprile non ci sarà solo Ben Harper sul paco del Nat Geo Music Live, ma come bandiera della musica italiana saliranno anche i Subsonica, che proprio a Roma, l’anno scorso hanno dato vita ad uno dei live più coinvolgenti della cartellone concertistico romano…per giunta gratuito!

I Subsonica, porteranno sul parco una performance, mesca di rock ed elettronica, che solo la band torinese sa garantire e che ha già ottenuto enorme successo nei soldout europei nelle tappe di Londra, Ibiza, Barcellona, Madrid e Bruxelles e che con questo progettto si presenta per la prima volta in Italia.

Nat Geo Music Live, questo il nome della manifestazione, che vedrà protagonisti:

- Ben Harper, con il nuovo gruppo i Relentless7

- i Subsonica

- Nneka, giovane cantante nigeriana

- Bibi Tanga & le Professeur Inlassable

Il concerto sarà presentato da Giorgia Surina, e sarà trasmesso in diretta su Nat Geo Music e, in contemporanea, su National Geographic Channel Hd.

Mercoledì 22 aprile 2009 ore 20.00 Piazza del Popolo


Ben Harper live in piazza a Roma. 31/03/2009 ore 17:41
Ben Harper live in piazza a Roma. 31/03/2009 ore 17:41


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giovedì 12 marzo 2009

Era il mio kebabbaro preferito...

Mi vengono i brividi al solo pensiero che io, una sera sì, l'altra pure, ero in questo locale a mangiare uno dei più buoni kebab di Roma... e mi stava pure simpatico il proprietario...



Roma, 10 mar. E' stato tenuto otto giorni al buio, chiuso prima in una cella frigorifera spenta poi in uno stanzino di un metro per un metro e mezzo, l'afghano di 34 anni sequestrato da tre turchi e un curdo, e liberato ieri nel corso di un blitz della Squadra Mobile di Roma. L'uomo era tenuto nel sottoscala ricavato nel retro del kebab 'Marmara' di viale Trastevere 51 a Roma. Veniva fatto uscire solo due volte al giorno per mangiare e per telefonare ai suoi famigliari in Germania a cui era stato chiesto un riscatto di 20mila euro. All'arrivo della polizia l'afghano è stato trovato disidratato e in stato di choc.

In manette con l'accusa di sequestro a scopo di estorsione sono finite quattro persone, tutti senza precedenti e rifugiati politici in Italia: S. M., curdo di 20 anni, K. A., 35 anni, S. M., 29 anni, e A. N., di 34 anni, proprietario del locale. Secondo le prime informazioni rilasciate dalla polizia tedesca, uno dei quattro sarebbe un simpatizzante del Pkk. A quanto riferito durante la conferenza stampa in Questura dal direttore della Sezione Crimine organizzato della Squadra Mobile capitolina, Luca Armeni, si tratterebbe di S.M. Un'ipotesi ancora da verificare, ha tenuto però a precisare Armeni.

''Pensavo che mi avrebbero ucciso, pensavo che non ne sarei uscito vivo. Mi chiedevano 20mila euro ma sapevano che io non avevo soldi'', ha detto l'afghano. Durante i primi due giorni di sequestro il 34enne era stato tenuto in una cella frigorifera spenta e, secondo il suo racconto, era stato torturato con scariche di corrente elettrica, poi era stato trasferito nello sgabuzzino e immobilizzato. Dopo qualche giorno l'afghano, non sentendo rumori e credendo di essere solo nel locale, aveva provato a urlare, aveva provato a fuggire. Per quel tentativo di ribellione, i suoi rapitori lo avevano punito: lo avevano picchiato e bagnato con acqua gelida e richiuso di nuovo nel sottoscala.

Il 34enne, nato a Kabul, separato e con 4 figli, viveva a Dresda, in Germania, dove svolgeva lavori di fortuna. Proprio mentre lavorava per una società di costruzioni, circa un anno fa, aveva conosciuto tramite un amico uno dei sequestratori, S.M. il curdo di 20 anni che gli aveva fatto la proposta di lavoro. Giunto a Roma il 3 marzo si è fatto accompagnare dai due amici in viale Trastevere. L'auto è stata parcheggiata a circa 300 metri dal locale e mentre i due lo attendevano in auto l'afghano ha incontrato uno dei sequestratori che, insieme ai suoi complici, lo ha immediatamente rinchiuso nel locale e sottratto passaporto, soldi e cellulare. Proprio da quel telefono lo avevano costretto a chiamare prima i suoi amici, poi la ex moglie e il fratello in Germania per chiedere un riscatto di 20mila euro. Riscatto che il fratello voleva provare a pagare: stava infatti cercando di vendere alcuni terreni.

I rapitori gli avevano offerto due alternative: venire in Italia a portare i soldi o mostrare il denaro a un loro contatto in Germania. L'uomo pero' alla fine aveva avvisato la polizia. E' stato anche grazie alle intercettazioni, oltre ai pedinamenti e alle altre indagini, che gli uomini della Questura di Roma sono riusciti a scoprire il covo dei rapitori. All'interno del locale sono stati sequestrati alcuni coltelli, una valigetta piena di soldi e altro materiale utile alle indagini ed è stata ascoltata una ragazza romena, fidanzata di uno dei dipendenti del locale. Le indagini sono state coordinate dalla Dda.

da: (Adnkronos/Ign)

Video dell'arresto:
http://www.adnkronos.com/IGN/Video/?vid=3.0.3088652082

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venerdì 6 marzo 2009

Povera patria!

Battiato, questa sera, all'Auditorium della Conciliazione si è mostrato in tutta la sua completezza, rivelandosi quale artista romantico, pop, rock, classico, politicizzato e udite udite, PROGRESSIVE, che ci si potesse mai aspettare. Ha spaziato dai suoi grandi classici (L'era del cinghiale bianco, Voglio Vederti Danzare, La Cura, La Stagione dell'amore..) sino alle canzoni degli esordi (...e più ti amo, l'amore è partito) ed al momento più impensabile della sua carriera, quello, appunto, progressive, che noi oggi potremmo definire ingiustamente, "alternative"...
è stato bello vedere un pubblico così variopinto, persone anziane, ragazzi giovani, coppie di cinquantenni, gente di tutte le età, che all'ultima canzone non han esitato ha scendere le scale dell'Auditorium per raggiungere il palco e l'artista, al suo terzo bis.
Reduce insomma da uno dei più bei concerti che io abbia mai visto in vita mia, non posso che postarvi la canzone che più mi sembra rappresentativa di questo momento buio...

Povera patria! - Franco Battiato

Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos'è il pudore,
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
e tutto gli appartiene.
Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese è devastato dal dolore...
ma non vi danno un po' di dispiacere
quei corpi in terra senza più calore?
Non cambierà, non cambierà
no cambierà, forse cambierà.
Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?
Nel fango affonda lo stivale dei maiali.
Me ne vergogno un poco, e mi fa male
vedere un uomo come un animale.
Non cambierà, non cambierà
si che cambierà, vedrai che cambierà.
Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali
che possa contemplare il cielo e i fiori,
che non si parli più di dittature
se avremo ancora un po' da vivere...
La primavera intanto tarda ad arrivare.


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venerdì 27 febbraio 2009

«Coprifuoco» per gelati e cornetti imposto dal sindaco Alemanno

E dopo l'una di notte, mai più. Mai più cornetto caldo dal fornaio verso l'alba, niente gelati artigianali tirando tardi nelle serate primaverili, o un pezzo di pizza e una birra alle ore piccole. Cambiano le regole della «movida» notturna romana e non solo nel centro storico: dalla metà di marzo i laboratori artigianali dovranno chiudere un'ora dopo la mezzanotte in tutta la città. All'interno del locale si potrà continuare a lavorare, ma niente più vendite fino alle cinque del mattino e oltre. E «per laboratorio artigianale — puntualizza l'assessore al Commercio Davide Bordoni — si intende cornettifici, paninerie, panifici, gelaterie, yogurterie, friggitorie, pizze a taglio... L'una di notte ci sembra un orario congruo, che permette di esercitare bene la propria attività e che dovrebbe soddisfare tutti».

Continua qui: http://www.corriere.it/cronache/09_febbraio_27/cornetti_vietati_roma_lilli_garrone_e48c16c6-0496-11de-bb75-00144f02aabc.shtml

Questo è per renderci conto del punto in cui siamo arrivati... bandite anche pizzette, cornetti e gelati... riottosi e facinorosi anche loro...

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Religulous


Produzione: Thousand Words
Distribuzione: Eagle Pictures
Paese: USA 2008
Uscita Cinema: 13/02/2009
Genere: Documentario
Sito Ufficiale



Già autore di Borat, Larry Charles, presenta un documentario dissacratore sulla religione e sulle sue implicazioni attraverso il mondo. Il titolo Religulous è la contrazione delle parole "Religion" e "Ridiculous", un film irriverente e taglientemente satirico, che rivela quanto spesso le religioni possano essere la causa di molti problemi. Da non perdere


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giovedì 1 maggio 2008

ALEMANNO: VIA LA TECA DI MEYER DALL’ARA PACIS (Pura follia)

Via la teca dell'Ara Pacis

"Credo che la Teca di Richard Meyer, che protegge l'Ara Pacis, sia un intervento invasivo da rimuovere ma, ovviamente, non e' una priorita'". A parlare il neo sindaco di Roma, Gianni Alemanno, nel corso della sua prima conferenza stampa tenutasi questo pomeriggio in Protomoteca. "Ci impegniamo - ha ribadito Alemanno - a rivedere gli interventi negativi fatti nel centro storico dalla precedente amministrazione, ma ovviamente ci sono prima da affrontare altre emergenze in altre parti della citta'". Lo stesso discorso, ha concluso Alemanno, vale anche per la questione dei sanpietrini di Via Nazionale.

"Le dichiarazioni di Alemanno sull'intento di demolire la teca dell'Ara Pacis se confermate sarebbero il segno di un'autentica follia". Questa e' la replica del neodeputato ed ex Assessore all'Urbanistica Roberto Morassut alle dichiarazioni rese oggi dal neosindaco di Roma Gianni Alemanno. "Il neoeletto Sindaco - prosegue Morassut - anziche' proporre la realizzazione di una nuova struttura culturale propone l'abolizione di un museo esistente. La nuova Amministrazione Comunale non intende dare qualcosa in piu' a Roma ma intende togliergli qualcosa che gia' ha".Secondo Morassut "si rispolvera, forse inconsciamente, un'idea da piccone demolitore di nota memoria dell'urbanistica e dell'architettura. Voglio ricordare ad Alemanno che l'urbanistica e l'architettura non si fanno con l'ideologia ma con la saggezza e l'equilibrio di una sana visione culturale come quella che ha portato nel nuovo PRG a salvaguardare le realizzazioni architettoniche del fascismo e non a decretarne il declassamento".

"Si ignora - dice ancora Morassut - che il museo dell'Ara Pacis oggi e' uno dei piu' visitati dai cittadini romani e dai turisti, un motore dell'industria culturale e turistica che fa bene all'economia cittadina". "E' stupefacente come si ignori il fatto che la demolizione di un'opera pubblica inaugurata da poco tempo e per la quale l'Amministrazione uscente e' stata assolta in tutti i gradi di giudizio dalla Giustizia Amministrativa rischierebbe inevitabilmente di aprire una procedura di false spese presso la Corte dei Conti e per produrre quindi un danno erariale". "Con questa affermazione - conclude Morassut - Alemanno contraddice i primi propositi verbali ispirati ad equilibrio e ragionevolezza e la spara grossa tornando dopo 24 ore ad essere il capo di una parte e non il sindaco di tutti i romani".

SECONDO ME è UNA FOLLIA, CHE OLTRE A PROVOCARE UN'INGENTE SPRECO DI SOLDI, è UN'ATTENTATO ALL'OPERA D'ARTE IN Sè CHE è LA TECA DI MEYER...

Che ne pensate?