Battiato, questa sera, all'Auditorium della Conciliazione si è mostrato in tutta la sua completezza, rivelandosi quale artista romantico, pop, rock, classico, politicizzato e udite udite, PROGRESSIVE, che ci si potesse mai aspettare. Ha spaziato dai suoi grandi classici (L'era del cinghiale bianco, Voglio Vederti Danzare, La Cura, La Stagione dell'amore..) sino alle canzoni degli esordi (...e più ti amo, l'amore è partito) ed al momento più impensabile della sua carriera, quello, appunto, progressive, che noi oggi potremmo definire ingiustamente, "alternative"...è stato bello vedere un pubblico così variopinto, persone anziane, ragazzi giovani, coppie di cinquantenni, gente di tutte le età, che all'ultima canzone non han esitato ha scendere le scale dell'Auditorium per raggiungere il palco e l'artista, al suo terzo bis.
Reduce insomma da uno dei più bei concerti che io abbia mai visto in vita mia, non posso che postarvi la canzone che più mi sembra rappresentativa di questo momento buio...
Povera patria! - Franco Battiato
Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos'è il pudore,
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
e tutto gli appartiene.
Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese è devastato dal dolore...
ma non vi danno un po' di dispiacere
quei corpi in terra senza più calore?
Non cambierà, non cambierà
no cambierà, forse cambierà.
Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?
Nel fango affonda lo stivale dei maiali.
Me ne vergogno un poco, e mi fa male
vedere un uomo come un animale.
Non cambierà, non cambierà
si che cambierà, vedrai che cambierà.
Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali
che possa contemplare il cielo e i fiori,
che non si parli più di dittature
se avremo ancora un po' da vivere...
La primavera intanto tarda ad arrivare.
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